L'archivio
Quello che resta, resta davvero.
Un racconto serve a poco se tra trent'anni nessuno riesce più ad aprirlo. Per questo ogni intervista viene conservata in più copie, in luoghi diversi, in un formato pensato per durare.
La conservazione
Cinque copie, tre luoghi diversi.
Il pericolo non è che il file si rovini. È che resti in un posto solo.
Le fotografie di famiglia si sono salvate perché erano in molte case. I file no: stanno tutti nello stesso computer, e quando quel computer si rompe finisce lì. Raccontami parte da qui, e tratta ogni intervista come un documento da conservare, non come un video da consegnare.
Ogni racconto viene registrato con due camere e montato senza fretta. Quello che resta non è un filmato compresso per stare in una chat, ma più file, da pesante a leggero, sempre leggibili, in più formati, quello che si usa per gli archivi e per il cinema. Chi lo aprirà tra cinquanta o cento anni deve trovarsi davanti una voce nitida e un'immagine chiara, non un rettangolo di pixel e un audio disturbato.
Dove finisce ogni intervista
Tre luoghi che non possono sparire insieme.
Un archivio si perde quando dipende da una persona sola o da un dispositivo solo. Qui ogni copia esiste anche se le altre due spariscono.
Nel cloud
Una copia di ogni intervista resta online, su un servizio professionale di conservazione. È la copia che sopravvive a un incendio, a un furto, a un trasloco andato male.
Al comune
Al comune consegno due hard disk con tutto il materiale, non uno. Due dischi identici, da tenere in due stanze diverse: quando uno si guasta, e prima o poi può succedere, l'altro è già pronto per ricreare una nuova copia e riportare tutto in sicurezza, se poi il comune vuole farne una terza copia nei suoi sistemi, è più che consigliato.
Nel mio archivio
Tengo io stesso due copie di tutto quello che giro. Se il comune perde i suoi dischi, o cambia amministrazione e non li trova più, le interviste sono ancora al sicuro.
Nessun disco è per sempre: un hard disk dura dieci, quindici anni, poi va sostituito. Per questo ogni tanto il materiale va ricopiato su supporti nuovi, ed è un lavoro che il comune deve mettere a calendario come fa con la manutenzione di un edificio. I file restano leggibili molto più a lungo: sono le periferiche a invecchiare, non i racconti.
Ogni consegna è accompagnata da un elenco di cosa contiene: chi è stato intervistato, quando, dove, quanto dura, la trascrizione dell'intervista. Un disco senza elenco, tra vent'anni, è un disco che nessuno apre.
Un archivio regionale
Le voci di un'isola intera, in un posto solo.
Ogni intervista appartiene alla persona che l'ha raccontata e al comune che l'ha voluta. Ma una copia entra anche in un archivio più grande, che raccoglie le voci di tutta la Sardegna, comune dopo comune.
È un patrimonio che oggi non esiste: centinaia di vite raccontate in prima persona, con i nomi, le date e i luoghi al loro posto. Serve a chi studia la lingua e i mestieri, alle scuole che vogliono far sentire ai ragazzi come parlava il paese, a chi un giorno vorrà farne un documentario, a preservare la lingua, i modi di dire e la musicalità e le variazioni del nostro italiano e del nostro sardo.
Niente di tutto questo avviene di nascosto: sono la persona intervistata e il comune a decidere cosa può essere mostrato e cosa resta privato. Il consenso viene messo per iscritto prima delle riprese, e si può cambiare idea dopo.
Farle ascoltare
Un archivio chiuso a chiave non serve a nessuno.
Conservare è metà del lavoro. L'altra metà è fare in modo che qualcuno, prima o poi, quelle voci le ascolti.
Le interviste che le persone e i comuni scelgono di rendere pubbliche potranno essere raccolte in un canale online dedicato, aperto a tutti: chi è emigrato e vuole risentire come si parlava a casa, i nipoti che vivono lontano, le scuole. Il comune può usarle per una serata, per una mostra, per il sito del paese.
Quello che resta privato resta privato, e non finisce da nessuna parte se non nei dischi della famiglia e del comune e nei miei personali per garantirne sempre la durabilità nel tempo.
Per i comuni
Un archivio del paese che nessuno vi ha mai proposto.
Scrivimi e ti mando la proposta completa, con i pacchetti da tre, cinque e otto interviste e tutto quello che il comune si porta a casa.